Dal diario di una fornografa senza forno- 2° giorno: LE SCRIPPELLE

Scrippelle

Scrippelle abruzzesi

Prima che i buoni propositi per l’anno nuovo mi impongano la mortificazione del corpo a vantaggio dello spirito, ecco una tradizione di Natale abruzzese, quindi delle mie parti e tra l’altro la mia preferita.

Dopo aver sperimentato diverse ricette, come mia abitudine ne ho elaborata una tutta mia che mi soddisfa appieno. Ve la propongo con i migliori auguri di un anno pieno di dolcezza.

INGREDIENTI ( ca. 30 scrippelle medie)

1 kg di farina 00

250 g di pasta madre (oppure 1 cubetto di lievito fresco)

500 ml di latte

3 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio di mosto cotto

3 cucchiai d’olio

300 g di patate lessate e schiacciate

2 uova

10 g di sale

2 fialette di aroma arancia

Premetto che non so se avrei la forza di affrontare questo impasto senza il mio Ken perchè vanno impastate a lungo, ma mia nonna, le mie zie, mia cugina, le vicine…le hanno fatte sempre buonissime e senza impastatrice, quindi, se avete braccia robuste, procedete pure a mano.

La sera prima (anche il giorno stesso se usate il lievito di birra)

1) Sciogliete la pasta madre nel latte tiepido, aggiungete lo zucchero, l’olio, il mosto cotto(non indispensabile) e le patate, il cui peso è riferito alle patate già cotte, sbucciate e passate. Per questa fase io uso la frusta K del Kenwood, quella a foglia per intenderci. Prima di aggiungere la farina monto invece il gancio per impastare.

Se non avete la pasta madre…chiedetemela…sarò il vostro pusher. Altrimenti usate 1 cubetto di lievito di birra.

Se impastate a mano fatelo in una capiente bacinella.

2) Aggiungete metà della farina e impastate. Aggiungete il sale e il resto della farina, poi le uova un po’ per volta e l’aroma arancia.

3) Lasciate lavorare l’impastatrice per circa mezz’ora, o comunque fino a quando l’impasto che in un primo momento sarà semiliquido, comincia a incordare, separandosi bene dalle pareti e dal fondo.

La mia raccomandazione è di non lasciarsi tentare ad aggiungere altra farina. Bisogna essere pazienti e continuare a impastare fino alla formazione di una buona rete di glutine. Per delle ottime scrippelle è fondamentale la consistenza molto morbida dell’impasto che, anche se più difficile da maneggiare, vi ripagherà con una bella alveolatura interna e una croccante crosticina esterna.

4) Mettete l’impasto in una bacinella di plastica o in una ciotola di vetro unta con poco olio. Evitate il metallo. Coprite con pellicola e avvolgete in una coperta. Lasciate lievitare tutta la notte (lievitare fino al raddoppio volume se usate il lievito fresco).

Il mattino dopo (a lievitazione avvenuta)

Indossate qualcosa che andrebbe comunque lavato, mettete in preventivo una bella doccia e se vi è possibile friggete fuori casa (io sono scesa in garage ma sono comunque riuscita a far arrivare l’odore di fritto in camera da letto, boh…).

1) Predisponete un tegame largo e poco profondo con almeno due litri d’olio. Io ho usato quello di semi di arachidi, ma se preferite usate anche quello d’oliva.

2) Quando l’olio è fumante, fate una prova con una piccola pallina d’impasto, se sfrigola bene e torna subito in superficie l’olio è alla giusta temperatura.

3) Rovesciate l’impasto su un ampio tagliere unto d’olio. Prelevate delle porzioni tagliandole con una spatola di metallo. Ungetevi le mani d’olio e allungate la porzione d’impasto con le mani, schiacciandola anche. Deponetela nell’olio e tiratela fuori quando è ben gonfia e dorata. Friggete poche scrippelle per volta, per evitare che si sovrappongano durante la cottura, ma il numero dipende da quanto è grande il vostro tegame.

4) Una volta fritte deponete le scrippelle in un vassolio con carta assorbente e poi, ancora calde, passatele nello zucchero, o se preferite lasciatele così, senza zuccherare.

Se volete variare la ricetta, potete aggiungere all’impasto uvetta o altra frutta secca, ma fatelo solo alla fine.

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